Energia decentralizzata e autoprodotta. Risparmio energetico, uso razionale dell’energia e (terzo, badate bene, terzo) uso delle energie rinnovabili. Sono le parole di Paolo Ermani - Presidente di PAEA, fondatore de Il Cambiamento e socio di Retenergie - in apertura del suo intervento nell’ambito di SUM #01 – Capire il Futuro", la kermesse organizzata dall’Associazione Gianroberto Casaleggio, che si è tenuta sabato 7 Aprile a Ivrea.

Ermani nel suo intervento ha presentato un’ampia carrellata di esperienze europee - e un'esperienza italiana, forse la sola – dove si sono coniugate efficienza energetica e produzione rinnovabile. Daniela Patrucco l'ha intervistato.

"È inutile produrre energia per una casa che la disperde" - ha detto Paolo Ermani in direzione opposta a quanto sostenuto di recente da Ugo Bardi, altro nostro autorevole socio che in una recente intervista aveva detto che “la teoria del secchio bucato ha avuto una certa risonanza qualche anno fa. Al momento, comunque, la possiamo considerare come obsoleta principalmente per via della rapida riduzione dei costi dell’energia rinnovabile degli ultimi anni. Al punto in cui siamo, non conviene più investire ulteriormente nel prolungare l’agonia dei fossili rendendoli più efficienti. E’ meglio investire direttamente nelle rinnovabili.”

Paolo, come vedi questa posizione di Ugo Bardi sull’opportunità di spingere nella produzione piuttosto che nell’efficienza, per togliere energia alle fossili senza se e senza ma?

 Risparmio ed efficienza sono i prerequisiti fondamentali senza i quali le energie rinnovabili non si diffonderanno così facilmente, anche in considerazione dell’aspetto dell’esaurimento delle risorse, visto che siamo in mondo dalle risorse finite. Con quali materiali ed energia le produci le rinnovabili se non riduci drasticamente i consumi e non utilizzi l’efficienza? Pensare di coprire interi paesi di pannelli solari, che alimentano edifici che sprecano energia da tutte le parti, non è il migliore modo di procedere.

La notizia di qualche giorno fa riguarda l’installazione, a cura di Tesla di un nuovo impianto fotovoltaico accoppiato a un sistema di energy storage. Forse abbiamo bisogno anche di produzione rinnovabile centralizzata?

Bisogna vedere che cosa si intende per produzione centralizzata perché se poi quella energia, pur rinnovabile, la spedisco a centinaia di chilometri di distanza sto facendo lo stesso errore delle centrali alimentate con combustibili fossili. Le rinnovabili sono interessanti perché sono locali e in base alle situazioni puoi sfruttarne una o l’altra. Possiamo produrre energia in grandi quantità con le fonti rinnovabili, l’importante è che sia usata in loco e destinata a edifici, sistemi ed elettrodomestici che non sprecano energia.

Torniamo all’evento di Ivrea, PAEA e Paolo Ermani sposano il M5S?

Nel 1996, quindi oltre venti anni fa, Beppe Grillo ci chiese [con PAEA ndr] di portare nei suoi spettacoli “Casa Ecologica”, la nostra mostra itinerante sulle energie rinnovabili, al tempo la mostra itinerante sulle rinnovabili più grande a livello europeo. Grillo ha sempre creduto e supportato queste tematiche dimostrando di capire e sapere molto più dei cosiddetti tecnici ed esperti che invece affermavano, per esempio, che le rinnovabili in Italia non avevano nessun futuro. Neppure i Verdi, che comunque usufruirono di svariati milioni di euro di finanziamenti ai partiti, hanno mai supportato o creduto in iniziative simili. Hanno sprecato soldi in giornaletti di partito e alcuni di loro hanno utilizzato la visibilità per costruirsi ditte e carriere personali. L’ambiente non ne ha certo giovato. Chi si interessa realmente, anche a livello politico, a quello che noi facciamo è un interlocutore con cui dialogare e a cui fare proposte concrete. Tra l’altro le nostre proposte sono delle ottime soluzioni non solo a livello ambientale ed energetico ma anche occupazionale quindi chi per primo le mette in pratica, ne coglierà i frutti.

E veniamo a PAEA: formazione, informazione e interventi strutturali. Hai puntato sull’efficienza energetica praticamente da sempre. Com’è iniziata e a che punto siamo arrivati? Cosa ci manca?

Mi sono sempre interessate le tematiche legate all’energia che ho poi portato anche in altri settori: ambiente, economie alternative, stili di vita, lavoro, agricoltura, alimentazione. L’efficienza è uno degli aspetti principali dell’energia perché può anche permetterci di spendere meno e di conseguenza lavorare meno, eventualmente proprio per pagare l’energia che ci serve. Informarsi, applicare e formare, sono tre passaggi fondamentali se si vuole cambiare in positivo qualcosa di concreto. Proprio nei prossimi giorni Paea farà corsi di formazione sulla riqualificazione energetica di una casa degli anni ’60 in provincia di Varese. con uso di materiali in bioedilizia. In Italia siamo ancora indietro ma considerando che siamo l’Arabia Saudita delle energie rinnovabili e che abbiamo grandissime capacità, potremmo recuperare in fretta il tempo perduto. Ci manca ancora la mentalità e la convinzione che lavorare su questi settori porterà grandissimi risultati, sebbene altri paesi più a nord di noi l’abbiano già fatto anche senza le nostre favorevoli condizioni geoclimatiche.