impianto micro idroelettrico PDF Stampa E-mail
Share on MySpace
Scambia!


Vetto (Reggio Emilia), 17 luglio 2009

Potenza di picco: 75 kW

Tecnologia: Vite perpetua senza fine- Archimede.

Caratteristiche: dislivello 4,2 m, portata massima derivata 2000 l/s. Il progetto prevede la realizzazione di una micro-centrale idroelettrica di circa 75 kW sfruttando una tecnologia recente che, usando i nostri accorgimenti, ci permette un impatto davvero minimo sull'ambiente. Utilizzando infatti una vite perpetua senza fine (Archimede) non si deve ricorrere a impianti più invasivi come accade coi sistemi ad acqua fluente tradizionali, infatti la coclea verrà inserita direttamente sul corso d'acqua, tenendo in considerazione il rispetto per i padroni dell'acqua, i pesci, che passeranno senza problemi i filetti della turbina. Abbiamo individuato un sito idoneo alla collocazione della coclea, cioè su una briglia esistente, in modo tale da rendere irrilevanti le opere edili (minimo impatto), in quanto il piano di appoggio della coclea è già presente. Essendo questa soluzione un'innovazione nel nostro paese, al contrario di quanto avviene già in altri stati europei, faremo uno studio approfondito tale da renderla replicabile in altri contesti italiani.

Descrizione: questo impianto ha l'obiettivo di recare il minore impatto sull’ambiente, con particolare attenzione alla fauna locale. Le opere infatti andranno ad inserirsi in un luogo già antropizzato,  direttamente su una briglia esistente in calcestruzzo armato. Optando per una turbina compatta a coclea, o vite di archimede, non si ha la necessità di creare canali di derivazione, condotte o servizi annessi, quali ad esempio sghiaiatori e dissabbiatori o canali di by-pass. La briglia, composta da due salti alti 2,1 metri ciascuno e distanti 5 metri, presenta un muro parallelo al corso d’acqua e di lunghezza 11 metri. le uniche opere edili necessarie saranno quindi:
- l’esecuzione di una rampa adiacente a quella esistente di larghezza 2,5m  con un’inclinazione di 22°;  1 muro laterale di altezza 1,5 metri, da affiancare a quello esistente (ottimizzazione delle risorse).
-la realizzazione di un piccolo locale tecnico rivestito in pietra locale tale da preservare dall’esterno il generatore elettrico, posto nella parte superiore ed in asse con la coclea . Il piano di calpestio del locale sara’ ad una quota di 1 metro dal letto del torrente, in quanto l’acqua destinata alla turbina passera’ sotto di esso.
Lo spazio della coclea verrà nascosto con una copertura a tetto inverdito con essenze arboree o in pietra locale.
Per ovviare a queste opere e per creare maggior sintonia tra costruito e ambiente naturale si provvedera’ al rivestimento in pietra locale della parte di intervento della briglia, che allo stato di fatto si presenta in calcestruzzo armato in scarse condizioni. L’energia prodotta verra’ immessa in rete attraverso una cabina su palo esistente in corrispondenza di un capannone agricolo distante 120 metri.

Stato avanzamento: La documentazione è stata consegnata il 17 luglio . Verrà avviata contemporaneamente la procedura per la concessione di derivazione delle acque a fini idroelettrici. Il tutto è stato redatto a cura dello Studio APE di bioarchitettura (www.studioape.net).

Scorri le foto qui

 

in evidenza

incentivi fotovoltaici 2010
È stato approvato ieri da Camera e Senato, il disegno di legge 2266-B che, oltre a disciplinare alcune questioni su tematiche energetiche e connesse alle fonti rinnovabili, conferma lavalidità degli incentivi fotovoltaici 2010 per gli impianti con fine lavori entro 31 dicembre (Qualenergia, Più tempo disponibile per il conto energia 2010). 
I soggetti proprietari dell’impianto dovranno comunicare la fine dei lavori all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) entro il 31 dicembre 2010. Questi impianti per poter usufruire delle tariffe incentivanti relative al 2010 dovranno però entrare in esercizio entro il 30 giugno 2011 (Art. 1-septies). 
 
Banner