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girasoli al vento, toscana, nicola 2007


LA NOSTRA CARTA DEI PRINCIPI ETICI.
Approvata da Assemblea dei Soci, 26 settembre 2009

Retenergie crede che i mezzi per raggiungere un obiettivo debbano essere coerenti con il fine stesso. Non si costruisce un futuro più sostenibile senza un processo democratico. Il percorso che si vuole attuare è un percorso di DEMOCRATIZZAZIONE ENERGETICA, dove ognuno può partecipare come produttore e/o utilizzatore del bene comune energia.

1- finanza etica.
Retenergie intende rapportarsi con il mondo del credito e della finanza in generale, ponendo innanzitutto attenzione al concetto di BANCHE ARMATE, e preferendo banche che condividono principi etici di gestione del denaro e di cura del territorio.
2- consumare meno.
Retenergie è consapevole che la prima fonte di energia rinnovabile è il minor consumo. Quindi efficienza energetica come missione ma anche attenzione a non consumare ciò che non è necessario.
3- rispetto del suolo.
Retenergie non crede negli impianti fotovoltaici collocati a terra, privando il suolo di alberi o altre colture, salvo casi particolari come terreni fortemente compromessi quali discariche o cave.
4- impatto ambientale.
Le tecnologie a energia rinnovabile non sono di per sé garanzia di basso impatto ambientale: Retenergie ritiene importante il concetto del ciclo di vita del materiale utilizzato per concepire una data tecnologia, pertanto non installa impianti in zone a bassa produttività. A seconda della fonte energetica presta attenzione al problema del consumo del territorio, alla minimizzazione dei disturbi nelle acque e dei fiumi, crede nella filiera corta delle materie prime ed è contraria all’utilizzo di colture no-food e di allevamenti intensivi nella produzione di energia.
5- piccoli e medio-piccoli impianti.
Retenergie non crede negli impianti da fonti rinnovabili di grossissime taglie che favoriscono la concentrazione di energia e che sono potenzialmente più impattanti sull’ambiente.
6- promozione del movimento cooperativo e del mutualismo.
Retenergie è fedele alla propria forma giuridica e crede che la diffusione del mutualismo possa contribuire a cambiare l’attuale modello di sviluppo della società, spostando la leva del benessere dal profitto di pochi ai benefici per tutta la collettività.
7- partecipazione delle persone.
Centralità delle persone rispetto al denaro e uguaglianza di tutti i soci sono gli strumenti per creare energie rinnovabili. La partecipazione è elemento cruciale nelle cooperativa: il distacco tra la base e il vertice non deve mai essere troppo grande. Il numero massimo di deleghe è di tre per socio per evitare la spersonalizzazione della partecipazione. Retenergie si impegna a favorire i soci lontani attraverso teleconferenze e/o incontri localizzati.
8- buona amministrazione.
Gli amministratori di Retenergie si impegnano a partecipare alle decisioni in coscienza e autonomia, per il bene della cooperativa nel suo insieme, dei singoli soci e per la comunità tutta, nel segno della responsabilità sociale. Retenergie è consapevole che un’impresa ha delle ricadute anche al di fuori di essa e che l’interesse societario non deve mani entrare in conflitto con l’ambiente che la circonda e la legislazione vigente. L’obiettivo è creare valore economico con equità, valore sociale e valore culturale a beneficio dei soci e della società civile.
Per gli stessi motivi, un amministratore di Retenergie non può essere contemporaneamente amministratore di altre società.
9- assunzione delle decisioni.
Fermo restando che sovrana delle decisioni è l’Assemblea dei Soci, Retenergie ha scelto di mantenere il principio di 1 testa 1 voto, pertanto in nessun caso in cui la legge potrebbe darne facoltà è possibile avere più voti.
10- principio rotazione incarichi.
Retenergie auspica una rotazione degli incarichi per dare modo al maggior numero di persone possibile di condividere le responsabilità della gestione. Il mandato degli Amministratori è di 3 anni per incarico.

 

in evidenza

incentivi fotovoltaici 2010
È stato approvato ieri da Camera e Senato, il disegno di legge 2266-B che, oltre a disciplinare alcune questioni su tematiche energetiche e connesse alle fonti rinnovabili, conferma lavalidità degli incentivi fotovoltaici 2010 per gli impianti con fine lavori entro 31 dicembre (Qualenergia, Più tempo disponibile per il conto energia 2010). 
I soggetti proprietari dell’impianto dovranno comunicare la fine dei lavori all’amministrazione competente al rilascio dell’autorizzazione, al gestore di rete e al Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) entro il 31 dicembre 2010. Questi impianti per poter usufruire delle tariffe incentivanti relative al 2010 dovranno però entrare in esercizio entro il 30 giugno 2011 (Art. 1-septies). 
 
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